ImparIAmo: L’Intelligenza Artificiale a scuola tra opportunità e sfide

Pubblicato il

17 febbraio 2025

L’intelligenza artificiale sta entrando nelle aule scolastiche, trasformando la didattica e aprendo nuove prospettive di apprendimento. Ma quali sono i reali effetti di questa rivoluzione tecnologica?

A rispondere è il progetto "imparIAmo a scuola con l’Intelligenza Artificiale", promosso dal Centro Studi Impara Digitale, organizzatori anche degli Stati Generali della Scuola Digitale, in collaborazione con Edulia Treccani Scuola e ScuolaZoo. Un’iniziativa che ha coinvolto 328 docenti e 1800 studenti di 50 scuole italiane, con l’obiettivo di esplorare il potenziale dell’IA nel contesto educativo.

IA in classe: più coinvolgimento e meno insufficienze

L’analisi dei dati raccolti dal progetto evidenzia un aspetto positivo: l’uso di strumenti come Copilot, Gemini, ChatGPT e Canva ha portato a un miglioramento complessivo nelle performance degli studenti, con una riduzione delle insufficienze e un aumento dei voti alti. In particolare, gli studenti con maggiori difficoltà hanno beneficiato di un supporto concreto nell’acquisizione delle conoscenze, sviluppando autonomia e creatività.

Tuttavia, sebbene l’IA possa stimolare la capacità di valutare l’affidabilità delle informazioni, il pensiero critico rimane una sfida. Gli studenti faticano ancora a individuare errori concettuali e a gestire correttamente le fonti, rendendo necessaria una guida più strutturata da parte dei docenti.

Un approccio metodologico ancora da innovare

L’integrazione dell’IA nella didattica è strettamente legata ai metodi di insegnamento adottati. Il lavoro di gruppo si conferma la metodologia più diffusa (35,2%), seguito dal cooperative learning e dal peer-to-peer. Tuttavia, strategie più innovative come la Flipped Classroom, il Debate e la lezione dialogata sono ancora poco utilizzate, con percentuali inferiori al 2,5%.

Anche la disposizione dell’aula gioca un ruolo cruciale: nonostante la diffusione di ambienti di apprendimento più flessibili, molti insegnanti preferiscono ancora configurazioni tradizionali, riducendo le potenzialità dell’IA come strumento di collaborazione e interazione.

Gli studenti e l’autovalutazione: opportunità e limiti

Il progetto ha analizzato anche la percezione degli studenti rispetto all’uso dell’IA nel loro percorso di apprendimento. Mentre emergono progressi nella comprensione dei compiti e nella pianificazione, permangono difficoltà nella gestione del tempo e nell’organizzazione del lavoro.

Un altro aspetto critico riguarda la capacità di riconoscere errori generati dagli strumenti di IA: molti studenti accettano le risposte senza metterle in discussione, evidenziando la necessità di sviluppare una maggiore consapevolezza critica nell’utilizzo di queste tecnologie.

Il futuro dell’IA nella scuola: formazione e consapevolezza

L’80% dei docenti coinvolti ha integrato con successo l’IA nella propria didattica, ma un 20% ha incontrato difficoltà significative, mentre circa il 10% non è riuscito a implementarla. Il report finale sottolinea quindi l’urgenza di investire nella formazione degli insegnanti, affinché possano accompagnare gli studenti in un uso consapevole e strategico dell’IA.

Come sottolinea Diana Bardi, presidente di Impara Digitale: "È fondamentale creare una maggiore consapevolezza di come funzionano questi strumenti, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche concettuale. L’IA può essere una risorsa per l’apprendimento, ma solo se utilizzata con senso critico e metodo."

Il futuro dell’IA in classe, dunque, non è solo una questione tecnologica, ma soprattutto metodologica e culturale. Se sapremo bilanciare innovazione e didattica tradizionale, potremo trasformare l’Intelligenza Artificiale da semplice strumento a vero alleato nell’educazione del futuro.